L’annuncio è arrivato con la solennità delle grandi occasioni. La Confederazione calcistica brasiliana ha confermato ufficialmente che Carlo Ancelotti diventerà il nuovo selezionatore della Nazionale maggiore a partire dal 26 maggio 2025. Una data che segna una svolta epocale: il tecnico italiano sarà il primo straniero a sedersi sulla panchina della Seleção, finora riservata soltanto a commissari tecnici brasiliani.
Il comunicato diffuso dalla CBF non lascia spazio a interpretazioni: “Accogliamo con entusiasmo un fuoriclasse della panchina, il più decorato nella storia del calcio moderno. Ancelotti prenderà il timone della nazionale al termine della stagione 2024/2025, pronto a guidare il Brasile verso le qualificazioni per il Mondiale FIFA del 2026”.
Dietro le parole ufficiali, c’è l’intento di dare un taglio netto con il recente passato, affidandosi all’esperienza di un allenatore che ha trionfato nei maggiori palcoscenici europei. Con trentuno trofei già conquistati, l’ex manager del Real Madrid accetta la sfida più complessa della sua carriera: portare il Brasile, cinque volte campione del mondo, di nuovo sul tetto del calcio globale.
Una scelta storica che intreccia due simboli del calcio mondiale
L’unione tra la storia del calcio verdeoro e il pragmatismo vincente dell’allenatore emiliano rappresenta un esperimento senza precedenti. La CBF lo ha definito “un momento storico che unisce due icone”: la nazione con più titoli mondiali nella storia del calcio e il tecnico con più Champions League vinte.
Il passaggio di consegne avverrà pochi giorni dopo la conclusione del campionato spagnolo. L’addio al Real Madrid è quindi programmato e lascia campo libero al ritorno a casa di Xabi Alonso, che ha appena chiuso il suo brillante ciclo al Bayer Leverkusen. Il suo nome circolava da mesi e ora sembra il candidato designato per raccogliere l’eredità lasciata da Ancelotti al Bernabéu.
L’Italia perde così uno dei suoi più celebri ambasciatori calcistici, ma lo cede a una missione che sa di leggenda. Le aspettative sono già alle stelle. Ancelotti lo sa, e proprio per questo ha scelto di accettare la sfida con il consueto equilibrio, puntando tutto sulla concretezza che lo ha reso un’icona delle panchine.




