Un muro di roccia ha ceduto oggi al confine tra Italia e Austria, trasformandosi in un passaggio simbolico e reale. Con la demolizione del diaframma del cunicolo esplorativo, la Galleria di Base del Brennero diventa un unico tracciato continuo tra i due Paesi. La cerimonia, ospitata al Plessi Museum, ha visto la presenza della premier Giorgia Meloni e del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, insieme alle autorità austriache.
Un progetto che ridisegna la geografia europea
“Un’opera monumentale”, l’ha definita Giorgia Meloni davanti al pubblico internazionale. Il tunnel, destinato a diventare la galleria ferroviaria sotterranea più lunga al mondo con i suoi 65 chilometri, non è solo un’infrastruttura, ma un tassello strategico nel corridoio scandinavo-mediterraneo che attraversa l’Europa. La premier ha parlato di giornata storica, sottolineando il valore di un’opera che lega due nazioni già intrecciate da secoli di rapporti politici, economici e culturali.
Salvini: il 2032 come anno della svolta
Matteo Salvini ha puntato lo sguardo verso il futuro, individuando nel 2032 l’anno della “rivoluzione positiva”. Se i lavori procederanno senza intoppi, sarà quello il momento in cui il primo treno passeggeri attraverserà il Brennero riducendo il tempo di percorrenza tra Fortezza e Innsbruck da 80 a soli 25 minuti. Nella stessa visione, Salvini ha collocato anche altri cantieri simbolo: la Torino-Lione e il ponte sullo Stretto di Messina, tutti legati da un obiettivo comune, abbattere le distanze e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti.
Un’opera titanica tra sfide e incognite
Nonostante l’entusiasmo, la strada verso il completamento resta accidentata. Le stime attuali indicano il 2032 come data di consegna, ma il cantiere ha già accumulato ritardi legati a contenziosi e alla complessità tecnica dello scavo. Solo nel maggio 2025 è stato completato lo scavo meccanizzato della sezione italiana, ma la realizzazione complessiva richiede ancora anni di lavori intensivi. Se riuscirà a rispettare i tempi, la Galleria di Base diventerà il simbolo di una nuova mobilità europea, in grado di trasformare il trasporto merci e passeggeri lungo l’asse nord-sud del continente.
Italia e Austria unite sotto le Alpi
L’opera segna anche una svolta politica. Non è solo ingegneria, ma cooperazione internazionale. Salvini ha parlato di “Italia e Austria dei sì”, una risposta corale alle resistenze di chi ostacola grandi opere. Un messaggio che travalica i confini nazionali e si lega al futuro di un’Europa che vuole essere più connessa, più veloce e meno dipendente dal trasporto su gomma.




