Una delle piazze più frequentate della Capitale è diventata teatro di una truffa che mescola destrezza, inganno e recitazione. Accade a pochi passi da via Treviso, nel cuore pulsante di piazza Bologna, dove un giovane, apparentemente un fattorino, ha provato a incastrare un’automobilista con un copione ormai rodato.
Chi ha assistito alla scena descrive un’azione degna di una pièce teatrale: il presunto rider, con indosso lo zaino di una nota piattaforma di consegne (assente però in quel quartiere), si è letteralmente lasciato cadere davanti a un’auto in fase di parcheggio. La donna alla guida, convinta di aver urtato qualcuno, è scesa trafelata per controllare. Nel frattempo, lui si era già rialzato, armeggiava sulla ruota della sua bicicletta, come se stesse cercando di simulare un danno causato dall’impatto. Un raggiro ben orchestrato, concepito per estorcere denaro facendo leva sul senso di colpa della vittima.
Ma qualcosa è andato storto.
Un testimone sventa il piano: “Non era un incidente”
Dalla finestra di uno studio legale, una giovane impiegata ha osservato ogni passaggio della scena. Ha notato l’insolita presenza del rider – troppo attento, troppo preciso nei movimenti – e ha intuito il tranello. Senza esitare, è corsa in strada, ha tranquillizzato la conducente e ha smascherato il falso incidente, dichiarando apertamente che si trattava di una truffa.
Scoperto, il ragazzo ha reagito con insulti e minacce. Ha tentato goffamente di rimediare al danno fittizio sulla bici e poi ha iniziato a pedinare la donna fino all’ingresso del suo ufficio. Infine, sparito nel nulla. Nessuna denuncia, nessun intervento delle forze dell’ordine. Solo il racconto lucido di chi ha scelto di intervenire prima che fosse troppo tardi.
Il meccanismo della truffa: come funziona il raggiro
Il trucco segue uno schema consolidato, simile a quello dello specchietto retrovisore: il finto fattorino circola con una bicicletta già danneggiata o provoca un danno in autonomia, poi inscena un incidente. Il bersaglio è sempre un automobilista distratto, possibilmente solo, spesso una donna. Le zone scelte sono vie poco sorvegliate, dove le telecamere non arrivano.
Chi cade nella trappola, spesso paga pur di evitare grane. I malviventi sfruttano l’apparente urgenza della situazione, la paura di aver causato un danno a una persona, e la pressione psicologica generata dalla scena. Roma, in questo, sembra diventata un laboratorio a cielo aperto per questi raggiri di strada.
Chiunque abbia assistito a situazioni simili, o si sia trovato in una dinamica del genere, dovrebbe segnalarlo alle autorità. Solo facendo emergere questi episodi è possibile contrastare un fenomeno che prende piede giorno dopo giorno.




