Nessuno sapeva della loro esistenza. Due bambini, 6 e 9 anni, scoperti nel cuore delle colline piemontesi, nascosti tra le mura cadenti di un casale abbandonato. Li hanno trovati i carabinieri mentre eseguivano un’ordinanza di sgombero dopo un’alluvione. Vivano come spettri: senza documenti, senza scuola, senza alcun contatto con il mondo esterno. Neppure una visita medica li aveva mai toccati. Usavano ancora i pannolini, balbettavano parole sconnesse, non sapevano né leggere né scrivere.
Una vita fuori dal tempo
Quel casale sulle alture di Lauriano, venti chilometri da Torino, era il loro unico universo. Raggiungibile solo dopo una lunga stradina tra i boschi, la fattoria era stata resa autosufficiente. Nessuna utenza, nessuna necessità di contatto con l’esterno. A volerli crescere così era stato il padre, un artista olandese di 54 anni ossessionato dal contagio dopo il Covid. Temendo virus creati in laboratorio, aveva ritirato la famiglia in un isolamento totale. Con loro, la madre, una donna di 38 anni senza fissa dimora, che appariva a tratti.
La favola autodidatta smentita dal degrado
Quando i militari hanno bussato alla porta, l’uomo ha parlato di homeschooling, di educazione alternativa. Ha raccontato di computer portatili, strumenti musicali, lezioni online, cavalli e ristoranti. Ma nella realtà c’erano solo abiti sporchi, assenza di stimoli, un linguaggio povero e aggressività animalesca. I bambini erano cresciuti come creature selvatiche, con istinti di sopravvivenza e occhi abituati all’ombra.
Il verdetto del Tribunale dei minori
La Procura per i minorenni di Torino ha disposto l’allontanamento immediato dei piccoli. Li hanno separati, inseriti in due comunità diverse, perché la loro indole violenta poteva farli male anche tra loro. Ora sono sotto la tutela del Consorzio intercomunale dei servizi sociali di Chivasso (Ciss), che ha iniziato le pratiche per dare loro un’identità. Da pochi giorni possiedono un codice fiscale; a breve arriveranno la carta d’identità e una residenza ufficiale.
I genitori dichiarati inadeguati
Il Tribunale ha revocato la responsabilità genitoriale. Le relazioni degli assistenti sociali parlano chiaro: assenza cronica della madre, incuria del padre, isolamento prolungato, assenza totale di stimoli. Per i magistrati, i due fratellini dovranno essere adottati. In attesa di una famiglia affidataria, il loro presente è fatto di recupero psicologico e ricostruzione. Una rinascita lenta, difficile, ma possibile.
I bambini invisibili in Italia
La loro vicenda non è un unicum. Ogni anno, circa 400 neonati in Italia non vengono registrati. Il 70% sono figli di donne straniere, il resto proviene da situazioni di marginalità estrema. Bambini “fantasma”, privi di diritti, esclusi da sanità, istruzione e assistenza. Crescono ai margini, in silenzio. Invisibili, fino a che una frana, un’ispezione o un evento casuale non li porta alla luce.




