Quando il conto corrente piange e le spese bussano senza sosta, l’INPS prova a tendere la mano. Il nuovo Assegno di Inclusione (ADI), che ha archiviato definitivamente il Reddito di Cittadinanza, nel 2025 potrà toccare quota 845 euro mensili per chi non ha un’entrata fissa e vive in affitto.
Un aiuto concreto, che nasce da due binari: la quota fissa da 500 euro e una maggiorazione fino a 345 euro riservata a chi ha un contratto d’affitto registrato. Ma non finisce qui: chi ha perso il lavoro può chiedere l’ISEE Corrente e spalancare la porta del sussidio anche se l’ISEE ordinario lo escluderebbe.
A chi spetta l’ADI e per quanto tempo
La regola di base è semplice quanto stringente: residenza in Italia, ISEE sotto i 10.140 euro e, per i cittadini non italiani, un permesso di soggiorno che consenta di lavorare per almeno sei mesi. La misura dura 12 mesi, con possibilità di rinnovo, ma ogni proroga impone un aggiornamento dell’ISEE. Nessuna automatizzazione, nessun rinnovo silenzioso: chi vuole continuare a riceverlo dovrà rifare i conti e dimostrarlo.
Per chi vive in affitto e non ha alcun reddito, la somma può sfiorare i 10.140 euro l’anno. Il bonus affitto vale fino a 3.640 euro. Ma ci sono eccezioni: i nuclei con disabili gravi, over 67 o non autosufficienti ricevono un’integrazione minore, pari a 1.950 euro annui.
- ISEE sotto i 10.140 euro
- Permesso di soggiorno valido per lavoratori stranieri
- Durata: 12 mesi, rinnovabili con controllo requisiti
- Fino a 845 euro mensili per chi è in affitto e senza reddito
- Bonus affitto massimo: 3.640 euro/anno
ISEE Corrente: la chiave d’accesso per chi ha perso tutto
Il 2025 introduce una scorciatoia per chi ha visto sfumare il proprio impiego: l’ISEE Corrente. Da aprile, si potrà presentare una fotografia aggiornata del reddito familiare, basata sugli ultimi mesi e non sull’anno precedente. Basta documentare il crollo delle entrate, e l’ADI diventa raggiungibile anche per chi, con l’ISEE classico, sarebbe rimasto escluso.
Una novità che, nei fatti, amplia la platea e rende l’assegno più giusto. In un sistema spesso accusato di non cogliere le urgenze, l’ISEE Corrente si rivela un’àncora tempestiva.
La domanda si presenta online: SPID, CIE o CNS aprono le porte del portale INPS. Chi preferisce farsi assistere, può rivolgersi ai patronati, all’app ufficiale o al Contact Center Multicanale. Addio moduli cartacei e code all’alba: tutto si muove in digitale.




