Scivola, sfiora, non nuota: danza. Sara Curtis, anno 2006, non si limita a percorrere l’acqua. La plasma. A Riccione ha fatto esplodere i cronometri: 53.01 nei 100 stile, un assolo che ha fatto cadere il primato di Federica Pellegrini. Poi ha doppiato il trionfo: due volte sotto i 25 nei 50 metri, con un 24.52 che ha tenuto il fiato in sospeso e un 24.43 che ha lasciato il silenzio in piscina.
In lei non c’è scintilla passeggera, ma una traiettoria che punta dritta al futuro. Capelli legati, passo sobrio, Curtis non cerca l’obiettivo. Nuota per la corsia, non per la copertina.
Un talento che divora i secondi
È nata a Cuneo ma appartiene già al mondo. Le sue bracciate sono diventate familiarità ai Mondiali Juniores e agli Europei di categoria, dove le medaglie sembrano parte del kit scolastico. Nei 50 dorso ha scritto il suo nome sul mappamondo del nuoto giovanile, sventolando un primato che brilla d’oro.
- 100 stile libero: nuovo record italiano con 53.01
- 50 stile libero: due record in un giorno (24.52 e 24.43)
- Primato mondiale juniores nei 50 dorso
- Medaglie senior nelle staffette ai Mondiali e agli Europei
A Budapest e Otopeni ha lasciato una scia d’argento e d’oro, portando la staffetta italiana dove osano le velociste. Voce nuova nel coro azzurro, taglia l’acqua come una lama sottile.
Olimpiadi 2028: la vasca lunga come un sogno
Una corsia nuova si apre all’orizzonte: quella dei 50 dorso, pronta a debuttare nel programma olimpico a Los Angeles 2028. Sara ci arriverà con chilometri di cloro nei polmoni e quattro anni di fuoco nelle braccia. L’ha già annusata, l’Olimpiade. La prossima, vuole abitarla.
Sorride poco, non per timidezza, ma per scelta. Ogni sorriso, come ogni virata, ha un suo prezzo. E lei lo investe tutto nei metri percorsi. Quando scende in acqua, il silenzio si fa attesa. Poi, la danza.




