Nel cuore della notte, mentre gran parte della Grecia centrale era ancora immersa nel silenzio, la terra ha tremato con un’intensità misurata in 5.1 gradi sulla scala Richter. L’evento tellurico è stato avvertito poco dopo le tre del mattino, ora locale, scuotendo la regione della Beozia e interrompendo bruscamente il sonno di molti abitanti.
Secondo le rilevazioni incrociate dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del servizio geologico statunitense USGS, l’epicentro è stato individuato nei pressi della cittadina costiera di Antikyra, a una profondità di 17 chilometri sotto la superficie terrestre. L’area, già conosciuta per la sua vulnerabilità sismica, ha registrato movimenti significativi, seppur di breve durata, che hanno richiamato l’attenzione delle autorità locali e dei centri di monitoraggio internazionale.
La zona colpita, caratterizzata da un territorio collinare e costellata di piccoli centri abitati, non ha al momento riportato danni strutturali evidenti né feriti, ma i controlli sono ancora in corso. Gli abitanti, scossi dall’improvviso scuotimento, hanno descritto la scossa come un ruggito profondo, seguito da un ondeggiamento breve ma deciso.
Il sisma si inserisce in un contesto geologico instabile, in cui la Grecia, posta sulla faglia tra la placca africana e quella eurasiatica, continua a essere teatro di frequenti fenomeni sismici. Gli esperti non escludono ulteriori repliche, anche se al momento non si registrano scosse successive di rilievo




