Un’auto ferma a un incrocio, una sparatoria, poi l’annuncio glaciale del Tg1: “Il dottor Matteo Bassetti è stato ucciso in un agguato armato”. Il video, inquietante nella sua verosimiglianza, è stato condiviso in massa sui social, alimentando panico e teorie complottiste. Peccato che nulla di tutto ciò sia accaduto. L’infettivologo, protagonista forzato di questa messinscena digitale, è vivo. E furioso.
Una messinscena orchestrata con l’intelligenza artificiale
Quello che in apparenza sembrava un servizio giornalistico d’impatto, con tanto di titoli, commento fuori campo e ricostruzione drammatica, era in realtà un artefatto costruito grazie a software di intelligenza artificiale. La clip, prodotta ad hoc, simulava la voce del medico e inscenava un omicidio mai avvenuto. Il tutto corredato da presunte dichiarazioni rilasciate alla stampa su presunti scandali nel sistema sanitario, alimentando il sospetto che quelle parole gli fossero costate la vita.
Dietro questo montaggio, però, non c’è alcuna inchiesta giornalistica, ma solo un meccanismo di disinformazione sofisticato e spietato.

Bassetti: “Mi danno per morto, ma nessuno ferma questa follia”
Matteo Bassetti ha reagito in tempo reale alla diffusione del video, pubblicando un messaggio netto sulle sue pagine social: «Sono vivo – ha scritto – Non so più cosa dire. Continuano a imitare la mia voce, a minacciarmi, a inventare la mia morte. Ora arrivano persino a inscenare un omicidio. È allucinante che né la polizia postale né la magistratura riescano a fermare questa macchina di fango». Un appello che suona come un grido d’allarme, ma anche come un atto di accusa verso un sistema incapace di arginare le derive del digitale.




