Il presidente della Repubblica ha lasciato il Quirinale nel tardo pomeriggio con passo regolare e agenda rispettata. Poche ore dopo, un ricovero all’ospedale Santo Spirito di Roma per un intervento annunciato ma finora riservato: l’impianto di un pacemaker.
Ritmi consueti, mani ferme
Nessun allarme, nessun dietrofront. Mattarella ha ricevuto il primo ministro montenegrino Milojko Spajić come previsto, con la consueta compostezza. Accanto a loro, anche il viceministro Edmondo Cirielli. Il colloquio si è snodato tra ricordi diplomatici e ringraziamenti: Podgorica nel cuore, Roma come faro. Il premier dei Balcani ha parlato di “porte che si spalancano grazie all’Italia”, stringendo la mano a un presidente che, dietro l’etichetta istituzionale, ha mantenuto il passo fino all’ultimo minuto.
- Ricovero al Santo Spirito per impianto di pacemaker
- Intervento pianificato, nessuna urgenza medica
- Il presidente ha lavorato regolarmente durante la giornata
La normalità del potere
A rassicurare è lo stesso Quirinale, che sottolinea come la giornata del Capo dello Stato sia trascorsa senza variazioni: incontri ufficiali, gesti consueti, parole misurate. L’impianto del pacemaker, deciso nei giorni precedenti, rientra in una prassi di prevenzione e non in un’urgenza sanitaria. Un gesto di cura, non un campanello d’allarme.
Il cuore della Repubblica, insomma, continua a battere con ritmo deciso. Solo ora, assistito da un piccolo meccanismo.




