Le onde sismiche hanno scosso Istanbul nel primo pomeriggio, fendendo l’azzurro del Mar di Marmara con una scossa di magnitudo 6.2. L’epicentro si è nascosto sotto le acque, a nove chilometri di profondità, nei pressi di Silivri, a ovest della metropoli. Istanbul ha tremato. Non si sono contati morti, ma 151 persone sono rimaste ferite. La città ha rivissuto, per un attimo, la paura antica che si cela sotto i suoi piedi.
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha diffuso un messaggio breve ma denso, colmo di solidarietà verso i cittadini scossi: “Stiamo seguendo da vicino. Auguri a tutti i colpiti”. Ma la calma è ancora un miraggio: l’Agenzia per le Emergenze e i Disastri della Turchia (Afad) ha contato oltre cinquanta scosse di assestamento. La più forte, poco dopo la principale, ha raggiunto una magnitudo di 5.9. Le altre si sono fermate tra 3.5 e 5.5.
Un passato che non smette di riecheggiare
Il sisma è arrivato come un eco sinistro di quanto avvenne nel 2023, quando il sud-est della Turchia fu travolto da scosse devastanti che uccisero centinaia di persone. Questa volta, la tragedia sembra essersi fermata sulla soglia, ma il timore non ha bisogno di vittime per mordere.
- Scossa principale di magnitudo 6.2 alle 12:49 locali
- Epicentro a 9 km di profondità nel Mar di Marmara
- Oltre 50 assestamenti, alcuni superiori al 5.0
- 151 persone ferite, nessun morto segnalato
Uno sciame che mette in allerta
Le autorità stanno esaminando i danni e monitorando le possibili repliche. La crosta terrestre nella regione resta instabile e gli esperti non escludono ulteriori movimenti. Le immagini che giungono da Silivri raccontano di vetri frantumati, strade deserte e occhi spalancati.
Chi conosce Istanbul sa che convive con la tensione geologica, un nervo scoperto che percorre le sue fondamenta. E ogni scossa, anche senza spargimenti di sangue, segna un promemoria: la città è fragile.




