Nel cuore dell’Egeo, tra i flussi indistinti dei turisti che affollano le spiagge di Skiathos, si nascondeva l’uomo che le autorità italiane cercavano da settimane. Ma a tradirlo è stato un errore banale quanto fatale: il cellulare acceso, che ha continuato a comunicare con le celle greche. Ed è stato proprio quel segnale a condurre gli investigatori sulle sue tracce. L’uomo, cittadino americano come le due vittime, è ora in stato di fermo con l’accusa di aver tolto la vita a una neonata ritrovata tra i cespugli di Villa Pamphili e, con ogni probabilità, anche alla madre.
Una vicenda segnata da violenza e invisibilità
L’identificazione del sospettato è avvenuta in un intreccio di testimonianze, immagini di videosorveglianza e presenza documentata presso le mense dei bisognosi. Alcuni ricordano di aver visto quell’uomo nel parco con una bambina in braccio. Un commerciante del mercato di via San Silverio lo ha descritto come alto, imponente, con modi brutali. “Era aggressivo con la donna e minaccioso con la piccola”, ha riferito. Una giardiniera del parco, che aveva notato la loro tenda, ha aiutato gli inquirenti a risalire all’associazione che l’aveva distribuita: un’organizzazione per senza tetto che richiede identificazione. Proprio lì l’uomo avrebbe lasciato le sue generalità.
Una morte lenta, tra fame e paura
Il referto autoptico sulla bambina, di circa sei mesi, ha rivelato un dettaglio agghiacciante: lo stomaco completamente vuoto. Nessuna traccia di cibo nell’intestino. Era stata picchiata prima di morire, ma il decesso sarebbe avvenuto per soffocamento. La madre, priva di lesioni evidenti, potrebbe aver avuto la stessa fine. Gli esami tossicologici escludono l’uso di droghe, ma non si esclude un avvelenamento.
I corpi, rinvenuti a breve distanza l’uno dall’altro, raccontano una fuga nella marginalità: dormivano nei pressi di Villa Pamphili, si lavavano nei bagni del mercato e si nutrivano – quando potevano – grazie alle mense dei poveri. Secondo alcune fonti, la donna, anche lei americana, sarebbe giunta in Italia da poco portando con sé la figlia. Nessun legame parentale accertato con il sospettato, ma i tre condividevano le notti e i pasti, fino all’epilogo.
L’inizio della fine
Il primo tassello è stato messo insieme quando una volante ha risposto alla segnalazione di una lite in strada a Campo de’ Fiori. L’uomo, ubriaco, aveva aggredito la donna. Nonostante l’intervento degli agenti, l’episodio non aveva avuto seguito. Ma nei giorni successivi, altri dettagli hanno reso il quadro sempre più nitido. Il vestitino rosa della bambina, ripreso in una mensa e poi ritrovato in un cassonetto vicino ai cadaveri. Le immagini delle telecamere. Le parole dei clochard. E infine il blitz in Grecia.




