Dalla metropoli statunitense affacciata sul Lago Michigan fino alla cattedra di San Pietro: la traiettoria di Robert Francis Prevost è il riflesso di una vocazione radicata nel servizio, plasmata tra le strade del Perù e le aule romane, e culminata l’8 maggio 2025 con la sua elezione a 267º papa della Chiesa cattolica e 9º sovrano della Città del Vaticano.
Origini e primi passi nel sacerdozio
Nato il 14 settembre 1955, a Chicago, Robert Francis cresce in una famiglia multiculturale: il padre Louis Marius unisce radici francesi e italiane, mentre la madre Mildred Martínez porta con sé l’eredità iberica. L’infanzia e l’adolescenza scorrono tra i banchi del seminario minore degli agostiniani, dove si diploma nel 1973. Quattro anni dopo, ottiene il titolo universitario in matematica e filosofia all’Università di Villanova, nella frenetica Filadelfia.
L’ingresso nella vita religiosa avviene nel settembre del 1977, quando varca le soglie del noviziato agostiniano di Saint Louis. La professione solenne arriva nel 1981, a cui segue un Master of Divinity presso la Catholic Theological Union. A Roma, il 19 giugno 1982, riceve l’ordinazione sacerdotale per mano di monsignor Jean Jadot.
Missioni in Sud America e carriera accademica
Chiamato a servire la missione agostiniana in Perù, si stabilisce a Chulucanas, dove opera come cancelliere della diocesi e vicario parrocchiale nella cattedrale della Sacra Famiglia. L’esperienza sul campo si alterna allo studio: nel 1987, presso l’Angelicum di Roma, ottiene il dottorato in diritto canonico con una tesi incentrata sul ruolo del priore locale nell’Ordine agostiniano.
Il suo nome diventa presto un punto di riferimento tra le comunità religiose peruviane: priore a Trujillo, direttore del seminario agostiniano, docente di teologia e diritto, guida vocazionale, fondatore e parroco di nuove comunità ecclesiali. Nel frattempo, presta servizio come giudice ecclesiastico e membro dei consultori dell’arcidiocesi. Sono anni intensi, che coniugano l’impegno educativo con una solida presenza pastorale.
Guida dell’Ordine agostiniano e incarichi vaticani
Nel 1999 rientra a Chicago, dove assume la guida della provincia agostiniana locale. Due anni dopo, nel giorno del suo compleanno, viene eletto priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino: resterà in carica per dodici anni, un doppio mandato segnato da viaggi internazionali, dialoghi interreligiosi e un forte impulso alla formazione dei giovani religiosi.
Terminato il mandato nel 2013, prosegue l’attività come formatore e vicario provinciale, fino alla nomina a prefetto del Dicastero per i Vescovi, il 30 gennaio 2023. In questo ruolo coordina le nomine episcopali di tutto il mondo e guida la Pontificia commissione per l’America Latina. La sua conoscenza delle lingue – dallo spagnolo al portoghese, passando per il francese e l’italiano – lo rende interlocutore naturale in una Chiesa globale.
L’elezione al pontificato
L’8 maggio 2025, dopo il ritiro del predecessore, viene eletto Vescovo di Roma. Sale al soglio pontificio in un momento di grandi sfide per la cristianità, ma forte di un bagaglio di esperienze maturato tra le periferie del mondo e i vertici della Curia romana.




