Una decisione destinata a lasciare un’impronta profonda nella memoria collettiva del cinema francese è arrivata il 13 maggio 2025. Il tribunale penale di Parigi ha giudicato Gérard Depardieu colpevole di aggressioni sessuali commesse nel 2021 sul set del film Les Volets Verts. L’attore, oggi 76 anni, ha ricevuto una condanna a un anno e mezzo di reclusione con pena sospesa, l’obbligo di iscrizione al registro dei criminali sessuali e l’interdizione dai pubblici uffici per un biennio.
Denunce dal set: due donne raccontano gli abusi
Dietro la sentenza, il racconto di due professioniste del settore cinematografico. Una scenografa cinquantaquattrenne e una giovane assistente alla regia, di vent’anni più giovane, hanno descritto episodi distinti ma uniti da un medesimo schema: contatti fisici imposti, invadenza reiterata e un clima di impunità. Secondo la scenografa, Depardieu l’avrebbe afferrata con forza e toccata in maniera invasiva. L’assistente ha invece riferito episodi ripetuti di palpeggiamenti non autorizzati, distribuiti su più giornate di riprese.
Depardieu contrattacca: nessuna intenzione sessuale, solo gesti fraintesi
Il protagonista di Cyrano de Bergerac si è detto estraneo alle accuse, pur ammettendo di aver utilizzato termini grossolani e di aver toccato i fianchi della scenografa durante un diverbio acceso. Secondo la sua versione, il contesto sarebbe stato travisato. Il suo avvocato ha espresso ferma opposizione alla decisione dei giudici e ha già avviato le procedure per l’appello, definendo la sentenza “eccessiva e sproporzionata”.
L’onda lunga del #MeToo scuote il cinema francese
Il verdetto ha risuonato ben oltre le aule del tribunale. La figura di Depardieu, da tempo simbolo del cinema nazionale e riconosciuto anche a livello internazionale, si ritrova ora divisa tra applausi e disapprovazione. Alcuni colleghi hanno espresso solidarietà all’attore, altri invece hanno preso le distanze, sottolineando l’importanza di dare spazio e credibilità alle vittime. La vicenda alimenta una riflessione necessaria sull’atteggiamento dell’industria cinematografica francese verso le molestie sul lavoro, in un momento storico in cui il movimento #MeToo continua a trasformare le dinamiche di potere e silenzio.




