Garlasco, all’alba: carabinieri e finanzieri setacciano le case di ex investigatori coinvolti nel delitto di Chiara Poggi e quelle dei parenti di Andrea Sempio. Nel mirino è finito l’ex procuratore di Pavia che nel 2017 portò alla chiusura dell’indagine su Sempio. È ipotizzata l’accusa di corruzione in atti giudiziari, con l’obiettivo di favorire l’archiviazione. Emergono tracce scritte: su un bloc‑notes rinvenuto a casa dei genitori di Sempio comparirebbe la frase “Venditti gip archivia X 20‑30 euro”.
Il bloc‑notes che accende l’inchiesta
L’appunto, risalente ai primi giorni di febbraio 2017, era custodito tra le carte della famiglia Sempio. Lo stesso periodo in cui, pochi giorni dopo, a Sempio venne notificato l’avviso di garanzia per l’omicidio di Chiara. Quel promemoria accende ora il sospetto che, dietro l’archiviazione, ci sia stato un accordo illecito. Le autorità stanno eseguendo perquisizioni anche nelle residenze degli zii del 37enne e di ex carabinieri della polizia giudiziaria di Pavia, oggi in pensione. Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Brescia, competente per reati commessi da magistrati pavesi.
Tracce finanziarie: 40 mila euro e flussi sospetti
Nell’ambito delle indagini patrimoniali, gli inquirenti hanno tracciato un percorso: 40 mila euro frutto di movimentazioni tra le zie paterne e lo zio di Andrea. Tale somma, secondo l’ipotesi, sarebbe arrivata fino al padre e da lì “girata” al magistrato. Il contante avrebbe circolato nei giorni immediatamente precedenti all’avviso di garanzia, con la famiglia sospettata di aver agito in anticipo rispetto all’indagine ufficiale. Tra gli elementi emersi figurano anche conversazioni intercettate: in un dialogo tra Andrea e il padre si fa riferimento ad uno “scontrino ritrovato” e ad anomalie nelle dichiarazioni rese agli inquirenti.
Il quadro processuale originario
Nel 2017 la Procura di Pavia aveva aperto un fascicolo contro Sempio, poi archiviato. Un parere della Procura generale di Milano privilegiava l’ipotesi che l’autore dell’omicidio fosse qualcuno con un legame solido con la vittima, in quanto il metodo d’accesso e l’aggressione suggerivano una “profonda confidenza” e un coinvolgimento emotivo. Secondo quella ricostruzione, non si ravvisava alcuna prova concreta del coinvolgimento di Sempio.
Il documento evidenziava inoltre che le telefonate di Sempio del 7 e 8 agosto 2007 alla casa di Chiara erano “trasparenti ed esplicite” e non frutto di occultamento. Si muoveva l’ipotesi che la difesa di Stasi volesse confondere le acque con teorie alternative (come l’intrusione di un ladro sconosciuto o la “doppia vita” della vittima) per sostituire l’ipotesi di un coinvolgimento di Sempio con altri scenari.
Nel fascicolo di archiviazione risultava che le prove a sostegno del suo coinvolgimento erano “scarne”, datate e lontane dai momenti chiave, e non considerabili rilevanti se rapportate al quadro complessivo di testimonianze, orari, messaggi e scontrino del parcheggio. Quel materiale, secondo i magistrati, confermava la versione di Sempio su come passò la mattina del 13 agosto 2007.
Il nuovo capitolo: udienza e accertamenti in corso
Oggi davanti al gip di Pavia è fissata un’udienza. I periti della gip (una genetista e un dattiloscopista) hanno chiesto una proroga per portare a termine le analisi sulle unghie di Chiara e sulle impronte latenti — in particolare la “impronta 33”, controversa e potenzialmente decisiva. Nelle scorse perizie, la traccia sulle unghie non aveva restituito un profilo genetico chiaro. Difesa e Procura propongono approcci differenti: per la difesa di Stasi l’impronta 33 sarebbe di Sempio, mentre la Procura sostiene che appartenga al nuovo sospettato.
Sul fronte della contaminazione biologica, è emersa la possibilità che una garza usata durante i prelievi sia stata contaminata, aspetto che complica ulteriormente l’attribuzione del DNA. Le parti valutano la nomina di un perito dattiloscopico specializzato per approfondire il confronto tra le impronte raccolte (sacchetto di cereali, spazzatura, biscotti, Estathé).
Dopo 17 anni il caso di Garlasco continua a muoversi fra sospetti, prove inconclusive e nuove piste: le perquisizioni, i conti bancari, la registrazione dell’appunto e l’udienza odierna potrebbero portare a un nuovo equilibrio giudiziario, capace di colmare spazi bui che finora hanno alimentato domande e perplessità.




