Quando l’affidabilità diventa un impegno concreto e non solo uno slogan, le azioni parlano più delle parole. Stellantis torna a intervenire con decisione, lanciando una nuova campagna di richiamo per alcuni modelli dei marchi Peugeot, Citroën, DS e Opel, a causa di due distinti problemi: da un lato, un difetto nel sistema frenante elettronico; dall’altro, un vecchio incubo che torna a galla con gli airbag Takata.
Sistema frenante compromesso: rischio reale, risposta immediata
Un’anomalia nella struttura in alluminio del blocco valvole dell’impianto frenante, individuata nei portali europei di sicurezza Safety Gate e RappelConso, ha fatto scattare l’allarme. I veicoli colpiti – prodotti tra maggio e agosto 2024 – potrebbero soffrire di perdite di liquido freni. Questo malfunzionamento, se trascurato, può minare il funzionamento di ABS ed EBD, aumentando drasticamente il pericolo per chi guida.
Il gruppo ha avviato una procedura di richiamo a titolo completamente gratuito, coinvolgendo i modelli Citroën C4 e C4 X, Peugeot 208 e 2008, DS 3 Crossback, oltre alle Opel Corsa e Mokka. I proprietari sono invitati a verificare la corrispondenza del codice omologativo con i dati forniti da Stellantis, contattando il prima possibile i centri assistenza ufficiali per il controllo e l’eventuale sostituzione del componente.
A Reims, una donna ha perso la vita su una Citroën C3 del 2014: l’airbag Takata è esploso, ferendola mortalmente al volto. Una tragedia purtroppo non isolata. In Francia si contano almeno altri 17 decessi riconducibili a questo stesso malfunzionamento, legato al deterioramento della capsula a gas del dispositivo dopo anni di esposizione a umidità e alte temperature.
Di fronte a questi dati, Citroën ha disposto un blocco immediato della circolazione per tutte le C3 e DS3 dotate di questi dispositivi, anche se immatricolate prima del 2019. La misura coinvolge 441.000 veicoli, di cui oltre 80.000 solo in Francia.
Una memoria corta: perché gli airbag Takata sono ancora sulle strade?
Il nome Takata pesa come un macigno sull’industria automobilistica. Nonostante il fallimento della casa giapponese risalga al 2017, milioni di veicoli continuano a circolare in Europa con sistemi potenzialmente letali. Le case auto, pur avendo già avviato massicce campagne di sostituzione – Stellantis inclusa – si trovano ora di fronte a una nuova ondata di controlli e contenziosi.
In Italia, una class action da 285 milioni di euro è già in corso, mentre in altre nazioni si moltiplicano le richieste di risarcimento. Ford, Volkswagen, e Stellantis stessa sono state costrette a richiamare centinaia di migliaia di auto in pochi mesi. Nel caso del gruppo franco-italiano, sono oltre 600.000 le Citroën C3 e DS3 coinvolte in richiami dall’estate 2023 a oggi.
Affidabilità e trasparenza: la risposta di Stellantis
Stellantis sceglie ancora una volta la strada della trasparenza e della prontezza, agendo in modo diretto e gratuito per correggere difetti che potrebbero trasformarsi in pericoli. Un impegno che va oltre la riparazione meccanica, toccando i valori fondanti del gruppo: responsabilità, qualità, fiducia.
Chi possiede uno dei veicoli coinvolti è chiamato a un gesto semplice, ma fondamentale: verificare il proprio certificato di circolazione e rivolgersi tempestivamente ad un centro ufficiale. Perché sicurezza, oggi più che mai, significa attenzione ai dettagli, ma anche capacità di correggere gli errori del passato.




