Alle 23:11 di sabato sera i sismografi dell’Ingv hanno registrato un movimento tellurico di magnitudo 3.8, con epicentro a un chilometro da Massa Martana, in provincia di Perugia. La profondità dell’ipocentro, pari a 8 chilometri, ha reso la scossa particolarmente avvertibile anche nei comuni vicini, da Todi a Giano dell’Umbria, fino ad alcune aree del perugino.
Molti cittadini, sorpresi nel cuore della serata, sono scesi in strada per timore di nuove repliche. Alcuni hanno preferito trascorrere le ore successive in auto, altri hanno fatto rientro nelle abitazioni solo dopo attente verifiche. Lo shock collettivo ha inevitabilmente riportato alla memoria eventi sismici passati, in particolare il sisma del 1997 che aveva colpito duramente l’Umbria.
Prime verifiche e situazione nelle ore successive
Il sindaco di Massa Martana, ha spiegato che i tecnici comunali, insieme a Protezione civile e Regione, hanno avviato subito i sopralluoghi sugli edifici pubblici come scuole, strutture sanitarie e sedi istituzionali. Finora non sono emerse criticità, mentre alcune segnalazioni da privati verranno analizzate singolarmente nei prossimi giorni.
A Todi e Acquasparta le ricognizioni condotte dai sindaci Antonino Ruggiano e Giovanni Montani hanno escluso danni a immobili o infrastrutture. Lo stesso scenario è stato confermato dal comando provinciale dei vigili del fuoco di Perugia, che nella notte non ha ricevuto richieste di intervento.
Il ruolo della Regione e i protocolli di sicurezza
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha comunicato via social di aver attivato immediatamente la sala operativa della Protezione civile, in costante contatto con i sindaci dei territori coinvolti e con i vigili del fuoco. Monitoraggio continuo e assistenza ai Comuni restano le priorità, mentre i tecnici regionali hanno già effettuato i primi sopralluoghi anche nelle aree limitrofe all’epicentro.
Due ulteriori scosse di assestamento, entrambe di lieve entità (magnitudo massima 1.3), sono state registrate pochi minuti dopo il sisma principale, senza conseguenze. Nel corso della mattinata di domenica la terra ha continuato a tremare, ma sempre con eventi molto deboli e sporadici.
Paura tra la popolazione ma nessun danno grave
Il bilancio provvisorio è incoraggiante: nessun edificio dichiarato inagibile, nessun ferito e solo timori diffusi tra i residenti. Le ispezioni più accurate riguarderanno nei prossimi giorni soprattutto i beni storici e religiosi, patrimonio sensibile del territorio.
Il ritorno graduale nelle abitazioni già nella notte rappresenta il segnale più evidente di una situazione sotto controllo. L’apprensione, però, resta viva tra gli abitanti, che hanno vissuto ore di tensione e attesa, in un territorio abituato a convivere con la memoria dei terremoti.




