Un rombo sordo ha attraversato le profondità del mare, svegliando il Mediterraneo nel cuore della notte. Alle 5:19 ora italiana, un sisma di magnitudo 6.0 ha colpito l’area meridionale di Creta, spingendo le autorità ad attivare l’allerta tsunami. Il cuore del terremoto ha pulsato a circa 62 chilometri sotto la superficie marina, secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mentre il Centro tedesco per le geoscienze ha individuato la profondità a circa 77 chilometri. Due stime leggermente divergenti, ma entrambe indicano un movimento tellurico potente, scatenato nel ventre di una zona geologicamente turbolenta.
Onde sismiche nell’Egeo: un risveglio agitato tra le isole greche
Il tremore si è propagato rapidamente lungo le coste dell’Egeo, avvertito distintamente in numerose città greche e in altri Paesi affacciati sul Mediterraneo orientale. Le persone, ancora immerse nel sonno, sono state scosse da un sobbalzo inaspettato. La faglia tra la placca africana e quella euroasiatica, da sempre teatro di scontri tettonici, si è mossa ancora una volta, liberando l’energia compressa da mesi. Il timore immediato è stato lo tsunami: il GFZ ha infatti emesso un bollettino di possibile innalzamento anomalo del livello del mare. Le autorità elleniche hanno risposto con prontezza, sorvegliando l’evoluzione minuto per minuto.
Resta alta la sorveglianza: nessun danno, ma la terra potrebbe non aver finito
Non sono emerse segnalazioni di crolli o vittime, ma la situazione rimane sotto osservazione. I geologi avvertono: un evento di questa entità può generare repliche, anche a distanza di ore o giorni. L’epicentro, localizzato al largo della costa occidentale di Creta, si trova non distante dall’asse geologico che collega l’isola alla vulcanica Santorini. Un tratto di mare dove la terra, sotto la crosta, non trova pace.
Una regione geologicamente instabile: Creta e Santorini nel mirino dei movimenti tettonici
Il Mar Egeo non è nuovo a simili scosse. Da millenni, le placche tettoniche si scontrano e si piegano sotto il peso delle spinte continentali, generando terremoti ciclici e potenzialmente devastanti. La scossa di oggi si aggiunge a una lunga cronaca di eventi simili che hanno segnato la storia geologica della regione. Per quanto la superficie appaia calma, il sottosuolo greco è una rete viva di faglie pronte a riattivarsi in qualsiasi momento.




