Un rialzo fulmineo, dal già severo 84% a un tagliente 125%. Pechino ha deciso di rispondere con una lama affilata all’ennesimo colpo sferrato da Washington nella lunga guerra commerciale. Xi Jinping, nel frattempo, ha lanciato un monito all’Europa: “Nessuno vince con i dazi, e l’unilateralismo isola chi lo pratica”.
A margine dell’incontro bilaterale con il premier spagnolo Pedro Sanchez, il leader cinese ha proposto un’alleanza di fatto con l’Unione Europea, per fronteggiare insieme la strategia aggressiva dell’amministrazione Trump. Il presidente cinese ha evocato un nuovo ordine multipolare dove Pechino e Bruxelles agiscano come colonne portanti della cooperazione globale.
Sullo sfondo, il messaggio è chiaro: il gigante asiatico non cederà. “Ignoreremo ogni ulteriore aumento tariffario”, ha dichiarato il ministero delle Finanze cinese, accusando gli Stati Uniti di pratiche commerciali “intimidatorie e contrarie al buon senso”.
- Controdazi cinesi portati al 125%
- Trump attende che sia Pechino a fare il primo passo
- Lagarde: l’impatto sull’Eurozona resta contenuto, ma va monitorato
- Bruxelles studia una tassa sulle Big Tech come arma negoziale
- L’euro vola ai massimi da tre anni, il dollaro crolla
Bruxelles tra strategia e diplomazia
Christine Lagarde, parlando da Varsavia, ha spiegato che i dazi americani effettivi potrebbero sfiorare il 30% se le misure sospese venissero riattivate. Attualmente il peso sulle esportazioni europee si attesta al 3,8%. La BCE, ha assicurato la presidente, è pronta a intervenire per preservare stabilità finanziaria e prezzi.
Nel frattempo, Valdis Dombrovskis ha snocciolato previsioni allarmanti: se le misure protezionistiche diventassero permanenti, gli Stati Uniti rischierebbero una contrazione del PIL fino al 3,6% entro il 2027. L’Eurozona sarebbe meno colpita (-0,6%), ma la flessione globale sarebbe significativa: -1,2% del PIL mondiale e -7,7% nel commercio globale in tre anni.
Il commissario al Commercio UE Maros Sefcovic volerà domenica a Washington per tentare un riavvicinamento. Sul tavolo anche i negoziati con Pechino per stabilire compromessi sui prezzi delle auto elettriche, in vista di un possibile vertice UE-Cina a luglio.
L’oro brilla, il dollaro cede, l’Europa si muove
La reazione dei mercati non si è fatta attendere. L’euro ha infranto la soglia di 1,14 sul dollaro, segnando un nuovo massimo triennale. Le Borse europee, inizialmente in rialzo, hanno perso slancio dopo l’annuncio delle contromisure cinesi. Milano ha chiuso a -0,78%, Francoforte a -0,73%. Sul fronte energetico, il petrolio WTI ha recuperato quota 60 dollari, soglia critica per le compagnie americane di shale oil.
In questo clima di alta tensione, Ursula von der Leyen ha dichiarato che Bruxelles è pronta a colpire i colossi del digitale con una tassa sui ricavi pubblicitari, se i negoziati con gli USA dovessero naufragare. Nessuna apertura, invece, sulle normative digitali europee: “Sono decisioni sovrane”, ha ribadito la presidente della Commissione.
Antonio Tajani, da New Delhi, ha sottolineato l’importanza dell’India come partner strategico per l’Italia, ribadendo la via del dialogo come unica soluzione. Intanto, Giorgia Meloni si prepara a volare a Washington il 17 aprile, con la benedizione di una lettera “molto articolata” ricevuta dalla Casa Bianca.




