Sembrava un incidente figlio della furia del mare, una tragedia imputabile a una tempesta improvvisa. Invece, il naufragio del Bayesian potrebbe essere nato da qualcosa di infinitamente più banale: un vetro incrinato nella sezione motori. Quello che inizialmente appariva come un dettaglio trascurabile, ora si impone come l’innesco di una catastrofe. L’imbarcazione, colata a picco il 19 agosto 2024 al largo di Porticello, ha trascinato con sé sette passeggeri, compreso l’imprenditore britannico Mike Lynch. L’ultimo video diffuso durante le operazioni subacquee di recupero, però, ha rimescolato tutte le carte.
Un difetto strutturale nascosto nel cuore dell’imbarcazione
Il filmato, girato da un sommozzatore durante un’immersione esplorativa, mostra una linea netta, quasi impercettibile, dove vetro e metallo dovrebbero fondersi in una tenuta perfetta. La vetrata antisfondamento, posizionata tra la sala macchine e la cabina di comando, presenta una frattura. Nessuna esplosione. Nessun corto circuito. Solo una fenditura in grado di compromettere l’equilibrio interno dello yacht. Se l’acqua avesse iniziato a insinuarsi già prima della tempesta, il fragile equilibrio delle pressioni avrebbe potuto portare al collasso del compartimento, trasformando una zona protetta in una trappola senza uscita.
L’ipotesi, sempre più presa in considerazione dagli investigatori, è che una micro-infiltrazione abbia avviato un lento processo di deterioramento strutturale. Quando l’uragano ha colpito, la barriera ha ceduto, e da quel momento in poi il destino del Bayesian era segnato.
Il buio dell’albero maestro e il silenzio dei motori
Tra le testimonianze raccolte nei pressi del luogo del naufragio, ce n’è una che spicca per inquietudine. Alcuni marinai ancorati nelle vicinanze hanno riferito di aver visto il pennone principale del Bayesian accendersi a intermittenza per poi spegnersi del tutto. L’albero, alto più di 70 metri, avrebbe dovuto garantire la visibilità anche nei peggiori scenari atmosferici. Quella luce tremolante, invece, potrebbe raccontare la storia di un generatore di emergenza andato in tilt, collocato proprio nella zona ora sospettata di essere stata la prima a cedere sotto l’acqua.
I tecnici al lavoro sul caso non escludono una concatenazione di cedimenti: dagli assi delle eliche a un possibile collasso interno in uno dei componenti vitali. Ogni elemento viene setacciato con attenzione per decifrare l’esatta sequenza che ha portato il superyacht da sogno a trasformarsi in una bara d’acciaio sommersa.
Sul fronte giudiziario, il silenzio del comandante resta un punto oscuro. Durante gli interrogatori, il responsabile della navigazione ha scelto di non rispondere, lasciando ai legali il compito di gestire ogni comunicazione. Una mossa che ha alimentato le illazioni, aprendo scenari potenzialmente delicati dal punto di vista processuale.
Le indagini proseguono in un crescendo di tensione, e la ricostruzione degli eventi si fa sempre più complessa. Intanto, il nome del Bayesian resta inciso nella cronaca non come sinonimo di lusso, ma come monito beffardo sulla vulnerabilità dell’ingegneria navale.




