Una falla in un sistema software utilizzato su scala globale ha bloccato per ore la logistica aerea in alcune delle più trafficate aerostazioni del continente. Dalla prima luce del 20 settembre, il traffico passeggeri è stato rallentato o interrotto in scali di primaria importanza come Londra Heathrow, Berlino e Bruxelles, in seguito a un attacco informatico mirato a un colosso dell’ingegneria aerospaziale.
Caos nei terminal: registrazioni a mano e voli fermi
L’imprevisto ha paralizzato i sistemi digitali di gestione, costringendo le compagnie a tornare a processi analogici. Operatori spaesati e viaggiatori intrappolati in lunghe attese: negli aeroporti colpiti, il ritorno alla carta e alla penna ha rallentato ogni singola fase, dal check-in all’imbarco. Heathrow ha contato oltre 140 voli in ritardo e diversi annullamenti. A Bruxelles, le procedure sono passate sotto il controllo manuale del personale, che ha faticato a mantenere un minimo di ordine operativo.
Un attacco esterno, ma le conseguenze sono interne
I sistemi informatici delle strutture aeroportuali non sono stati direttamente violati, secondo quanto riferito dalle autorità tedesche. Tuttavia, i terminal hanno subito conseguenze gravi a causa del blackout informatico causato da un fornitore esterno. A Berlino, il sistema di movimentazione dei passeggeri è collassato, provocando ritardi diffusi e l’eliminazione di almeno un volo nella fascia mattutina.
Il bersaglio: il software Muse di Collins Aerospace
Nel mirino degli hacker è finito il software Muse, sviluppato dalla multinazionale americana Collins Aerospace, utilizzato per check-in e gestione dei bagagli. Il colosso, con sede a Charlotte e oltre 80mila dipendenti, è parte del gruppo RTX Corporation e rappresenta un cardine per numerose compagnie aeree e scali in tutto il mondo. L’azienda ha confermato l’incidente e attivato un’operazione di ripristino dei servizi compromessi.
L’Italia monitora ma resta ai margini del disastro
Nel panorama generale di disagi, l’impatto sul sistema aeroportuale italiano è stato marginale. I principali scali del Lazio hanno registrato rallentamenti gestibili, come nel caso del volo Easyjet per Bruxelles, inizialmente soppresso e poi ripristinato. Aeroporti di Roma ha esortato i passeggeri a controllare in tempo reale lo stato dei voli, rassicurando sull’integrità dei sistemi. Anche Linate e Malpensa hanno confermato il regolare svolgimento delle operazioni.
Stretta sorveglianza sul rischio informatico
Il Cnaipic – il Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche – ha attivato una task force in collaborazione con Enav, Enac e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Le prime analisi indicano un attacco circoscritto a un solo provider, la cui vulnerabilità ha però scatenato effetti domino nei sistemi aeroportuali di diversi Paesi.
Dublino: evacuazione precauzionale solleva dubbi
All’aeroporto della capitale irlandese, uno dei terminal è stato evacuato per motivi non chiariti, ma che potrebbero essere collegati all’ondata di attacchi. La coincidenza temporale alimenta interrogativi sull’estensione e sulla natura della minaccia informatica in corso.
Il tallone d’Achille dell’aviazione moderna
L’incidente conferma un timore diffuso tra gli esperti: le infrastrutture digitali, oggi indispensabili per la gestione del traffico aereo globale, sono al tempo stesso punti nevralgici esposti a intrusioni. Un singolo attacco mirato a un software utilizzato da più compagnie e aeroporti può trasformarsi in un effetto domino dalle conseguenze internazionali. La cybersicurezza, spesso trascurata fino al giorno del guasto, si impone oggi come uno degli assi portanti della mobilità del futuro.




