Un nuovo protagonista si impone nella scena dei farmaci anti-obesità: tirzepatide. Questo peptide sintetico, già sotto i riflettori per la sua capacità di agire su più recettori rispetto alla più nota semaglutide, ha appena guadagnato un ulteriore primato. I risultati dello studio SURMOUNT-5, divulgati dal New England Journal of Medicine e presentati durante il Congresso Europeo sull’Obesità, hanno mostrato una perdita di peso media del 20,2% tra i partecipanti trattati con tirzepatide dopo 72 settimane. La differenza con semaglutide è sostanziale: quest’ultima ha ottenuto una riduzione del 13,7%. In termini pratici, si tratta di quasi 23 chili persi contro i 15 associati all’altro farmaco.
Non solo chili in meno: cala anche l’alcol nel bicchiere
Una scoperta inattesa ma promettente riguarda l’effetto di tirzepatide sul consumo di alcol. I ricercatori dell’University College Dublin hanno osservato che, durante la terapia, i pazienti hanno tagliato drasticamente la quantità di alcol ingerita settimanalmente: da una media di 11,3 unità si è scesi a 4,3 in appena quattro mesi. Il dato diventa ancor più impressionante se si guarda ai bevitori regolari, dove il calo è stato da 23,2 a 7,8 unità. Un effetto collaterale che, in questo caso, potrebbe rivelarsi una benedizione per chi lotta contro la dipendenza.
Tollerabilità confermata, differenze minime sugli effetti collaterali
Gli effetti indesiderati registrati durante la somministrazione di tirzepatide si sono concentrati sull’apparato gastrointestinale, manifestandosi per lo più in forma lieve o moderata. La percentuale di chi ha abbandonato la terapia a causa di disturbi è stata contenuta: 6% contro l’8% osservato tra i pazienti trattati con semaglutide. Dunque, la nuova molecola conferma un profilo di sicurezza sovrapponibile a quello del suo predecessore.
Tirzepatide e il futuro della medicina integrata: obesità e dipendenze sotto lo stesso ombrello
L’orizzonte terapeutico che si apre grazie a tirzepatide va oltre la perdita di peso. L’efficacia nel ridurre l’assunzione di alcol fa intravedere una possibile strategia combinata per trattare contemporaneamente due condizioni spesso intrecciate: obesità e dipendenza da alcol. Una prospettiva che spinge la ricerca a considerare la molecola non più solo come un’arma contro i chili in eccesso, ma come un alleato nella gestione di patologie complesse e multifattoriali.
Le informazioni riportate in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Qualsiasi decisione relativa all’uso di farmaci deve essere presa esclusivamente sotto consiglio di un professionista sanitario qualificato.




