Il nostro Paese entra in una delle settimane meteorologicamente più turbolente della stagione. Una miscela esplosiva di perturbazioni sta per abbattersi da Nord a Sud, con piogge intense, raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari e un ciclone di origine mediterranea pronto a scuotere l’intero bacino. L’instabilità non sarà solo un episodio fugace: i prossimi giorni delineano uno scenario carico di criticità e allerta.
La giornata del 12 maggio inaugura la settimana con un’escalation di fenomeni violenti. I cieli si oscurano sul Triveneto, dove le prime celle temporalesche annunciano grandinate e improvvisi nubifragi. Le nubi non risparmiano il Centro-Sud: rovesci intensi attraversano Abruzzo, Lazio, Molise, Umbria e Sicilia. La Protezione Civile ha già diramato un’allerta gialla per le aree più esposte, mentre in Trentino-Alto Adige e in Calabria cresce il timore per frane e smottamenti legati alla saturazione dei terreni.
Mercoledì inganna: una breve schiarita prima della tempesta tropicale
Nel cuore della settimana si apre una finestra di apparente quiete. Il sole si riaffaccia tra le nuvole mercoledì 14, ma non basta a dissipare l’ombra del ciclone in arrivo. I modelli meteorologici prevedono, da giovedì, l’ingresso di un TLC (Tropical Like Cyclone), un sistema che porta con sé venti da tempesta e precipitazioni che potrebbero toccare i 200 mm in poche ore. Le Isole Maggiori e il Sud sono le zone più vulnerabili, in una primavera che sembra ormai completamente scardinata dalle sue regole.
Non sarà solo il Mediterraneo a generare caos. Un secondo fronte, in discesa dal Mar Baltico, si appresta a lambire il Nord Italia tra giovedì e venerdì. L’incontro tra le due masse d’aria alimenterà un’instabilità diffusa, scatenando nuove piogge e disagi a catena. La convergenza tra questi due vortici atmosferici rischia di mettere in crisi trasporti, attività produttive e programmazioni turistiche, mentre i sindaci delle città più esposte preparano piani d’emergenza.




